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Ultima modifica: 23 maggio 2018

Interventi a favore degli alunni con disabilità: DVA/BES1

Al fine di garantire “il pieno rispetto della dignità umana…” e perseguire “la piena integrazione nella scuola, nel lavoro e nella società…” della persona diversamente abile, l’Istituto si impegna nel progettare percorsi individualizzati per l’integrazione degli alunni in difficoltà, alla luce anche di quanto ribadito nelle recenti LINEE GUIDA PER L’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON DISABILITA’, diffuse dal M.I.U.R. con nota del 4 agosto 2009.

Gli alunni con disabilità certificata hanno Bisogni Educativi Speciali, richiedono un’attenzione didattica e pedagogica particolare.

Il primo passo è il riconoscimento delle potenzialità di ciascun alunno, qualunque sia la tipologia della sua disabilità e la progettazione di un percorso personalizzato, coordinato e integrato con le attività formative della scuola e con la programmazione didattica della classe: ogni anno, per ciascun alunno diversamente abile, viene elaborato dai docenti della classe e di sostegno un Piano Educativo Individualizzato (P.E.I.), che rappresenta lo strumento essenziale di osservazione, conoscenza, programmazione, verifica e valutazione della situazione globale dell’alunno.

L’inserimento degli studenti diversamente abili nelle classi è finalizzato alla piena integrazione di ognuno: offrendo agli alunni con difficoltà certificate opportunità formative che consentano a ciascuno lo sviluppo delle proprie potenzialità.

La scuola dispone di un Protocollo di accoglienza, integrazione e gestione degli alunni diversamente abili” che contiene principi, criteri, azioni di intervento, prassi condivise, indicazioni di procedure per un inserimento ottimale di alunni con disabilità di varia natura, definisce i compiti e i ruoli delle figure operanti all’interno dell’Istituzione scolastica, traccia le linee delle possibili fasi di accoglienza e delle attività di facilitazione per l’apprendimento.

Le attività previste nel percorso individualizzato vengono realizzate con metodologia specifica ricorrendo anche a materiali e contesti che permettono di diversificare gli interventi. A tale scopo gli insegnanti dell’Istituto dispongono di materiali e spazi specifici: aule di sostegno, laboratori di vario genere fra cui psicomotricità, ludoteche, informatica, manualità tecnico – artistica.

L’intervento sui singoli alunni prevede diversi piani di attuazione:

  • Recupero/potenziamento delle abilità di base: può essere svolto in classe o in spazi esterni alla classe (aule di sostegno) ed è parte del progetto di integrazione che mira al raggiungimento, per ciascuno, del livello più alto possibile nel possesso degli strumenti di comprensione della realtà.

  • Attività di laboratorio: per permettere agli alunni di apprendere tramite il fare.

  • Attività relative a progetti svolte dall’intera classe di cui fa parte l’alunno diversamente abile e che hanno lo scopo di favorire in ciascuno la certezza di appartenere a una comunità varia e articolata in cui tutti i componenti hanno pari diritti e pari dignità (attività sportive, classi aperte, uscite sul territorio, visite e viaggi d’istruzione…)

  • Per la scuola secondaria: attività di orientamento. In collaborazione con il Centro Orientamento Disabili del Comune di Milano viene rivolta particolare attenzione alla scelta della scuola superiore, per favorire il successo scolastico degli alunni.

La progettazione prevede, durante l’anno scolastico, momenti di confronto e approfondimento con gli specialisti dei Centri riabilitativi che hanno in carico l’alunno quali il CPBA, l’UONPIA, l’ANFFAS, ecc.

Nei momenti di passaggio da un ordine di scuola all’altro, allo scopo di facilitare l’inserimento nella nuova scuola:

  • il bambino diversamente abile partecipa con la propria classe alle consuete attività previste dal progetto di Raccordo;

  • gli insegnanti di sostegno della scuola che accoglierà il bambino, attuano una conoscenza diretta nella classe da lui frequentata (nella scuola dell’Infanzia o nella scuola Primaria) e predispongono al meglio la sua entrata nella nuova struttura.

Progetto TEACCH

Dall’anno scolastico 2009-2010, presso l’Istituto Comprensivo “Ilaria Alpi”, è attivo il Progetto TEACCH (Treatment and Education of Autistic and related Communication Handicapped Children).

Il Progetto viene attuato nel plesso di via Salerno, dove insegnanti specializzati seguono diversi alunni autistici, con disturbi nelle aree della relazione sociale, della comunicazione, della capacità rappresentativa e simbolica e, attraverso un metodo adeguato, perseguono l’obiettivo della massima integrazione migliorando la qualità della vita. Viene utilizzato il programma TEACCH, il quale consente, per i bambini autistici, di mettere in atto un progetto strutturato sia negli spazi (la scuola ha creato a questo scopo un’apposita aula, adeguatamente attrezzata) sia nei materiali, sia nella scansione temporale, creando supporti visivi indispensabili per chiarire e sostenere messaggi verbali o ambientali. Il progetto, in modo specifico, si propone di valutare le abilità di sviluppo e funzionali del bambino, di strutturare un programma per l’acquisizione della comunicazione e delle abilità sociali, di progettare schemi e strumenti che facilitino la comprensione.

Gli insegnanti del Progetto, inoltre, collaborano in modo fattivo con gli operatori del CTR, Unità di Neuropsichiatria dell’Ospedale San Paolo di Milano, proprio perché il programma TEACCH rappresenta una modalità di presa in carico globale della persona con autismo o con disturbo generalizzato dello sviluppo: consiste, infatti, in un sistema di servizi che comprende scuole, centri riabilitativi, strutture e case-famiglia per adulti.

All’interno del programma TEACCH sono state messe a punto metodologie educative e strategie abilitative, basate sull’educazione strutturata e su un approccio cognitivo-comportamentale. L’insegnamento strutturato ha come strumento principale di comunicazione il supporto visivo: al fine di favorire una migliore riuscita dell’intervento viene applicata una strategia di strutturazione dell’ambiente che utilizza uno dei possibili punti di forza delle persone con autismo, cioè l’abilità di elaborare proprio le informazioni visive. Considerato che le difficoltà dei ragazzi con problemi di autismo non riguardano solo il linguaggio verbale ma anche tutta una serie di caratteristiche legate alla pragmatica della comunicazione e alle regole sociali di tipo non verbale, l’organizzazione dello spazio è fondamentale.

L’aula TEACCH è stata organizzata in modo tale da collegare visivamente ogni area con la sua funzione. Sono stati, pertanto, individuati settori visivamente delimitati che permettono di associare ad ogni spazio una specifica attività per ottenere l’autonomia di movimento.

L’ambiente è stato strutturato predisponendo oggetti, informazioni e strumenti in modo da favorire e rendere chiara la comunicazione e la comprensione di ciò che si deve fare: il soggetto autistico o diversamente abile è così in grado di comprendere quali sono le cose che gli vengono richieste, dove deve svolgere le sue attività, quando è il momento di svolgerle e quanto tempo deve dedicare alla loro esecuzione.

In questo modo è possibile dare ordine e prevedibilità agli eventi della giornata, ridurre o eliminare problemi comportamentali che possono essere causati da incomprensione comunicativa e sociale, dall’incapacità di espressione dei propri bisogni e/o da richieste eccessive.

Nell’ aula sono stati predisposti “tavoli da lavoro” posti di fronte alle pareti e affiancati da alcuni scaffali in modo da poter prelevare e deporre con facilità e in modo autonomo le attività.

Tutto è organizzato in maniera da garantire una certa autonomia di movimento nell’uso degli spazi. A tal fine sono state allestite delle “aree di transizione” cioè delle aree dove sono presenti i programmi giornalieri (agende costituite da supporti visivi in sequenza dall’alto verso il basso) verso i quali i ragazzi autistici si dirigono per ricevere informazioni circa le attività da realizzare.

Attraverso l’associazione tra supporto visivo presente nel programma e supporto visivo presente nell’area dell’ambiente corrispondente alla funzione da compiere, i ragazzi imparano a dirigersi dove richiesto dagli insegnanti e a prepararsi a portare a termine una determinata attività.

Lo spostamento autonomo è favorito dall’utilizzo di una “carta o oggetto di transizione” che il ragazzo riceve o preleva alla fine di una attività. Questo oggetto o carta di transizione può assumere, grazie all’esperienza, il significato ad esempio di “andare al programma giornaliero” per ricevere nuove informazioni. Le agende giornaliere, appese all’angolo di ogni armadio, sono organizzate in modo molto semplice e chiaro. Tutte le attività sono disegnate su dei cartoncini che associano immagini ad azioni.

E’ presente, anche, una postazione per il computer, proprio di fianco alla porta, che viene utilizzata per l’utilizzo di specifici supporti multimediali.

Nell’aula è stata creata anche una zona destinata alle libere attività, ai giochi e al riposo. Lungo le pareti sono disposti gli armadietti che contengono diverse tipologie di giochi e materiali.

In un angolo della stanza si trova anche un materassino per consentire, se necessario, il riposo mattutino.

Tutta l’aula è attrezzata e ben strutturata al fine di conseguire un buon intervento educativo e riabilitativo. Inoltre, nel pieno rispetto dei ruoli e delle competenze professionali, in questo spazio fisico il lavoro degli insegnanti e quello degli educatori si integra perfettamente e si ha la possibilità di confrontarsi quotidianamente per il raggiungimento di obiettivi comuni.

Le postazioni di lavoro sono state predisposte anche nelle rispettive classi, in modo che i ragazzi, in determinati momenti della giornata scolastica, possano svolgere le proprie attività in presenza dei compagni.

Sono previste, inoltre, diverse attività laboratorio quali pittura e abilità domestiche da svolgersi nelle ore pomeridiane.



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